La saletta meeting dello studio DCderma SIS (skin imaging studio) diventa teatro di un’iniziativa che segna un passaggio preciso nel metodo diagnostico seguito dal Dr. Di Stefano Andrea Giuseppe.
Gli open day su invito dedicati allo skin test AI attraverso tecnologia di imaging avanzato con supporto AI, stanno attirando l’attenzione di pazienti che desiderano comprendere davvero cosa accade sotto la superficie della loro pelle.
“Vedo quotidianamente persone che arrivano con una percezione parziale del loro volto”, spiega il dermatologo durante uno degli incontri. “Guardano lo specchio e vedono quello che l’occhio umano cattura. Ma sotto c’è molto di più”.
L’iniziativa nasce da una collaborazione con World of Beauty cosmetics, marchio specializzato in cosmeceutica avanzata con formulazioni ad altissima concentrazione di principi attivi naturali. Il progetto punta a rendere accessibile uno strumento diagnostico sofisticato, trasformando la prima consulenza in un momento di consapevolezza reale. Durante gli open day, ogni partecipante riceve un’analisi completa attraverso la piattaforma skin analyser AI, capace di rivelare inestetismi invisibili a occhio nudo e di tracciare un percorso terapeutico personalizzato.
La tecnologia AI nello studio DCderma SIS
La piattaforma di imaging cutaneo AI utilizzata presso lo Skin Imaging Studio del Dr. Di Stefano funziona attraverso un sistema di imaging multispettrale. Cattura immagini della pelle con diverse lunghezze d’onda, permettendo di analizzare strati cutanei profondi. Il risultato? Una mappatura dettagliata di macchie, vascolarizzazioni, texture irregolari, pori dilatati e accumuli di melanina che restano nascosti alla vista superficiale.
“Durante il test, la paziente si siede davanti alla macchina. L’acquisizione dura pochi minuti”, racconta il Dr. Di Stefano. “Poi inizia la parte interessante. Sullo schermo compaiono immagini che mostrano chiaramente dove la pelle presenta criticità. Spesso c’è un momento di sorpresa. Molte scoprono macchie in formazione, danni solari accumulati negli anni o perdita di uniformità che pensavano fosse solo una sensazione”.
La tecnologia aiuta anche a monitorare l’efficacia dei trattamenti nel tempo. Le immagini vengono archiviate e confrontate dopo cicli di cosmeceutica, laser o interventi medico-estetici. Il dato oggettivo sostituisce la percezione soggettiva, costruendo fiducia tra medico e paziente fin dal primo incontro.
Skin analysis e diagnosi precoce degli inestetismi
Il valore aggiunto dello skin test AI risiede nella capacità predittiva. La diagnostica cutanea AI, infatti, grazie ad algoritmi avanzati, identifica pattern di invecchiamento e stima come evolveranno macchie, rughe e perdita di tono se non vengono trattati tempestivamente.
“Vedere il proprio viso proiettato nel futuro produce un certo effetto nel paziente”, ammette il dermatologo. “Alcune pazienti arrivano pensando di avere una pelle in buone condizioni. La skindiagnosis rivela invece accumuli di melanina negli strati profondi, segnali precoci di fotodamage, microvascolarizzazioni che poi esploderanno in rossori diffusi. A quel punto la motivazione al trattamento diventa consapevole”.
World of Beauty: cosmeceutica scientifica per ogni inestetismo
La partnership con World of Beauty cosmetics porta nello studio DCderma SIS formulazioni cosmeceutiche con concentrazioni eccezionali di principi attivi.
“Quando analizziamo la pelle con lo skin analyser AI e individuiamo gli inestetismi specifici, dobbiamo poter rispondere con formulazioni all’altezza”, spiega il Dr. Di Stefano.
Tra le formulazioni più richieste emerge l’Akoia Lift Power Infusion Serum, definito nel settore “Miracle in a bottle”.
“Questo siero lo proponiamo quando il test rivela perdita di tono, disidratazione profonda e segni di invecchiamento foto-indotto”, precisa il dermatologo. “La sua azione è immediata sulla texture, ma i veri risultati si vedono dopo quattro settimane di applicazione costante”.
MMP Remedy Serum: quando la pelle è affaticata e spenta
Durante gli open days, molti pazienti scoprono attraverso lo skintest che la loro pelle presenta segni di affaticamento cronico. Colorito opaco, borse sotto gli occhi, texture irregolare, perdita di luminosità: sono tutti parametri che l’analyser AI rileva con precisione millimetrica.
Per questi casi, il Dr. Di Stefano propone il DNAderm MMP Remedy Serum di World of Beauty. Il siero agisce ossigenando la pelle e recuperando i tessuti stanchi. Viene applicato mattino e sera, completando la routine con le creme World of Beauty specifiche per tipo di pelle.
Diamond Global Serum: luminosità per pelli asfittiche
Quando lo skin test AI rivela pelle asfittica, colorito opaco e perdita di vitalità, entra in gioco il Diamond Global Serum. Questo concentrato viso-collo-décolleté utilizza polvere di diamanti purissima associata a pro-vitamine di origine botanica. La formulazione dona alla pelle un aspetto compatto e un comfort immediato.
“La finissima polvere di diamanti ha una funzione precisa”, spiega il Dr. Di Stefano. “Riflette la luce in modo uniforme, creando un effetto ottico di maggiore luminosità. I principi attivi botanici lavorano in profondità per migliorare la texture cutanea”.
Age Renewal Serum: oro colloidale e peptidi per la pelle matura
Per le pelli mature che mostrano rughe marcate, perdita di elasticità e segni di cedimento strutturale, il Dr. Di Stefano propone l’Age Renewal Serum. Questa crema-siero contiene Oro Colloidale Nanomolecolare 24K ed Esapeptidi, un complesso prezioso ultra idratante, antiage e rassodante.
“L’oro colloidale nano 24K funziona come eccellente mediatore cellulare”, spiega il dermatologo. “Riattiva le funzioni della pelle attraverso i nanosomi, particelle così piccole da penetrare negli strati profondi.
Made to Bright: protocollo per iperpigmentazione e discromie
Quando l’analyser AI rileva macchie in fase iniziale, iperpigmentazione diffusa o discromie post-infiammatorie, il protocollo cambia. Il Dr. Di Stefano presenta durante gli open day il sistema Made to Bright di World of Beauty, una linea completa dedicata al trattamento dell’iperpigmentazione.
I test clinici effettuati seguendo il protocollo “Age Skin Pro” mostrano una riduzione del 25% della profondità delle rughe dopo 28 giorni. Il protocollo “Skin Light Repair” documenta un aumento del 70% della luminosità e del 40% nell’uniformità dei pigmenti.
Dal test AI al trattamento laser specifico
Lo skin test AI è spesso il punto di partenza anche quando il percorso conduce a un trattamento laser. In presenza di macchie estese, discromie persistenti o componenti vascolari che richiedono una valutazione più approfondita, l’analyser AI fornisce una documentazione visiva dettagliata utile a descrivere distribuzione, intensità e caratteristiche delle aree interessate, con immagini comparabili nel tempo.
“Il vantaggio della tecnologia sta nella chiarezza con cui possiamo leggere il quadro cutaneo e seguirne l’evoluzione”, spiega il dermatologo. “Le immagini aiutano a distinguere meglio pattern e combinazioni di segni, oltre a offrire un riferimento oggettivo per confrontare la situazione dopo un protocollo domiciliare o dopo un primo ciclo di trattamenti”.
La scelta del laser e dei parametri operativi resta parte di una valutazione clinica complessiva, che integra anamnesi, fototipo, sensibilità cutanea, condizioni del tessuto e obiettivo terapeutico. La mappatura ottenuta con lo skin analyser AI, d’altra parte, contribuisce a definire con maggiore precisione le aree su cui concentrare l’intervento e a misurare i risultati nel follow-up.
La guida completa su dermaroller e microneedling offre approfondimenti dettagliati su queste metodiche rigenerative per chi desidera comprendere i protocolli di stimolazione del collagene attraverso tecniche meccaniche controllate.
Tecnologia estetica AI: costruire percorsi graduali
Gli open day presso DCderma SIS hanno introdotto un elemento nuovo nel rapporto medico-paziente: la gradualità consapevole. Lo skin analyser AI permette di costruire percorsi terapeutici a step, documentando ogni progresso.
“Una paziente arriva con macchie, rughe e perdita di tono. Il test AI fotografa tutto”, racconta il Dr. Di Stefano. “Decidiamo insieme da dove partire. Magari iniziamo con la cosmeceutica World of Beauty per un tot di mesi. Dopo, nuovo skintest. Vediamo oggettivamente cosa è migliorato. Se le macchie superficiali sono sparite ma restano quelle profonde, aggiungiamo il laser. Se la texture è migliorata ma il tono ancora cede, valutiamo la biorivitalizzazione”.
Per situazioni che superano i limiti della medicina estetica ambulatoriale, il Dr. Di Stefano indirizza verso consulenze chirurgiche. Ptosi palpebrale marcata, lassità cutanea severa del terzo inferiore del viso, eccessi adiposi localizzati: esistono condizioni in cui la cosmeceutica e il laser possono migliorare parzialmente, ma serve un intervento più radicale.
“La tecnologia AI mi aiuta a dare aspettative realistiche. Quando vedo sulla mappa che la perdita di tono coinvolge strati profondi, con cedimento del tessuto connettivo, spiego che il siero antiaging da solo farà poco. Serve un piano a lungo termine, magari iniziando con biostimolazione, proseguendo con radiofrequenza e valutando poi se il lifting è necessario”, spiega il dermatologo.
Skincare domiciliare: educare attraverso le immagini
La tecnologia AI ha anche una funzione educativa. Molte persone arrivano agli open day con routine skincare improvvisate, costruite su consigli di influencer o acquisti casuali. Lo skin test smaschera subito gli errori.
“Mostro le immagini e chiedo: cosa usi al mattino? Spesso sento elenchi lunghissimi. Dieci prodotti sovrapposti senza logica. Il test rivela che la pelle è disidratata, irritata, con pH alterato. A quel punto spiego che meno è meglio, se i prodotti sono scelti bene”, racconta il Dr. Di Stefano.
Durante gli incontri, vengono fornite indicazioni pratiche su come costruire una routine efficace con i prodotti World of Beauty. Detersione rispettosa del film idrolipidico, applicazione del siero cosmeceutico su pelle ancora umida per favorire la penetrazione degli attivi, protezione solare tutto l’anno.
Open day: selezionare pazienti motivati
Gli open day non sono aperti a tutti indiscriminatamente. Il Dr. Di Stefano seleziona partecipanti attraverso inviti mirati, privilegiando chi ha già mostrato interesse per trattamenti personalizzati o chi presenta inestetismi complessi da valutare.
“Preferisco lavorare con persone davvero motivate. La tecnologia AI richiede tempo, la spiegazione deve essere accurata. Serve un paziente che capisca il valore di questi dati e sia disposto a seguire un protocollo preciso”, spiega il dermatologo.
Costruire fiducia attraverso dati oggettivi
Il vero valore degli open day con tecnologia AI sta nella costruzione di un rapporto trasparente tra medico e paziente. Vedere i propri inestetismi mappati scientificamente crea consapevolezza immediata. Le raccomandazioni del Dr. Di Stefano cessano di sembrare opinioni personali e diventano risposte a dati concreti visualizzati sullo schermo.
“Quando dico che serve protezione solare quotidiana e mostro la mappa del fotodamage accumulato negli anni, la paziente capisce. Quando consiglio un ciclo di laser per le macchie e indico esattamente dove si trovano negli strati profondi, la scelta diventa informata. Quando propongo l’Akoia Power Infusion Serum e spiego che il test ha rilevato disidratazione profonda e stress ossidativo, la persona vede il collegamento diretto tra diagnosi e soluzione. La tecnologia AI, dunque, elimina l’improvvisazione”, conclude il dermatologo.





