La mappatura nei computerizzata è lo strumento che consente di fotografare, catalogare e confrontare nel tempo ogni lesione pigmentata presente sulla superficie corporea, affidando all’elaborazione digitale il compito di segnalare variazioni altrimenti invisibili. Il Dr. Andrea Di Stefano, dermatologo con sede a Vedano al Lambro, ha scelto di dotare il proprio studio di una tecnologia di terza generazione: l’IntelliStudio 3 di Canfield Scientific, un sistema di imaging total body tra i più avanzati oggi disponibili in ambito clinico.
Una fotocamera da 50 megapixel che legge la pelle in meno di due minuti
L’IntelliStudio 3 è un dispositivo automatizzato che acquisisce immagini ad altissima definizione dell’intera superficie cutanea con una fotocamera da 50 megapixel. Il sistema utilizza un sollevatore motorizzato programmabile e la tecnologia MatchPose, un protocollo guidato per l’acquisizione di 24 distretti corporei che garantisce la riproducibilità esatta delle pose nel tempo.
Il paziente viene fotografato in condizioni standardizzate grazie a un doppio sistema di illuminazione: luci a LED e flash con modalità non polarizzata, per evidenziare le caratteristiche superficiali della pelle, e a polarizzazione incrociata, per eliminare i riflessi e visualizzare le strutture pigmentarie più profonde. “La scansione dura meno di due minuti”, racconta il Dr. Di Stefano. “Il paziente resta in piedi, segue le indicazioni del sistema e, al termine, ogni distretto corporeo è documentato con una precisione che il solo esame visivo o la dermatoscopia manuale non possono eguagliare”.
DermaGraphix e intelligenza artificiale: dal confronto fra immagini alla diagnosi
Il cuore dell’IntelliStudio 3 è DermaGraphix, la piattaforma di gestione delle immagini sviluppata da Canfield Scientific. Il programma archivia ogni scatto e, attraverso algoritmi di mappatura nei intelligenza artificiale, identifica e traccia le singole lesioni nel tempo. Una funzione di Markerless Tracking consente il confronto automatico tra le immagini acquisite in sessioni successive, segnalando al dermatologo le lesioni che hanno subito modifiche morfologiche, cromatiche o dimensionali. “L’algoritmo individua variazioni impercettibili all’occhio umano”, spiega il Dr. Di Stefano. “Un neo che in sei mesi ha modificato il proprio pattern dermatoscopico anche di pochi decimi di millimetro viene isolato e sottoposto a valutazione ravvicinata. Questo tipo di precisione riduce il margine di errore e abbrevia i tempi della diagnosi precoce”.
Videodermatoscopia computerizzata digitale a Monza: cosa cambia per il paziente
La videodermatoscopia computerizzata a Monza praticata nello studio del Dr. Di Stefano segue un protocollo strutturato. Nella prima seduta, il sistema acquisisce la mappatura total body e il dermatologo procede con l’esame dermatoscopico digitale delle lesioni segnalate.
I nei vengono suddivisi in base al livello di rischio:
- quelli con aspetto regolare entrano nel monitoraggio periodico;
- quelli con caratteristiche dubbie vengono sottoposti a videodermatoscopia ravvicinata con registrazione, riproduzione e zoom.
L’IntelliStudio 3 dispone anche di algoritmi di riconoscimento facciale che regolano l’altezza della telecamera in base al paziente, assicurando posizioni ripetibili a distanza di mesi.
“La differenza rispetto alla mappatura tradizionale è nella completezza”, osserva il Dr. Di Stefano. “Con il dermatoscopio portatile fotografo i nei sospetti, quelli che per forma, colore o dimensione richiedono un follow up. Con la scansione total body, ogni singola lesione presente sul corpo viene documentata. Quando il paziente torna per il controllo successivo, il software sovrappone le immagini e segnala qualsiasi cambiamento, anche quello che sfuggirebbe alla migliore osservazione clinica”.
Prevenzione tumori della pelle a Monza: il peso dei numeri
I dati AIOM confermano che il melanoma è oggi il terzo tumore più frequente in Italia sotto i 50 anni. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi supera l’88% negli uomini e il 91% nelle donne, a patto che la lesione venga intercettata in fase iniziale. Quando il melanoma viene individuato tardi, la prognosi peggiora drasticamente per la rapidità con cui genera metastasi.
La prevenzione tumori della pelle a Monza assume un rilievo particolare per un territorio densamente popolato, dove la domanda di visite dermatologiche specialistiche è alta e i tempi di attesa nelle strutture pubbliche spesso superano i sei mesi.
Va ricordato un aspetto normativo rilevante: dal 2025 la mappatura dei nei (videodermatoscopia digitale) non è più garantita come prestazione di routine gratuita nel Servizio Sanitario Nazionale.
La prestazione è prevista dai LEA soltanto quando ritenuta necessaria a seguito di una visita dermatologica. Questo dato rende ancora più importante la scelta consapevole di uno studio privato dotato di strumentazione adeguata e di competenza specialistica verificabile.
Mappatura digitale nevi in total body: a chi è rivolta
La mappatura digitale nevi in total body è indicata per i soggetti con elevata densità di nei, per chi ha familiarità con il melanoma, per chi presenta nei atipici o displastici, e per chi ha una storia di esposizione intensa ai raggi UV, comprese scottature solari in età pediatrica o adolescenziale.
Il Dr. Di Stefano sottolinea un aspetto spesso trascurato: le zone cutanee nascoste. “Il cuoio capelluto, la regione interdigitale dei piedi, la zona perianale: sono distretti che il paziente raramente controlla da solo e che il dermatologo, durante una visita standard, esamina in tempi compressi”, racconta. “La scansione total body documenta anche queste aree, perché il melanoma può insorgere in qualsiasi punto della superficie cutanea”.
Il controllo nel tempo: perché una singola mappatura non è sufficiente
La dermatoscopia computerizzata mappatura dei nei a Monza acquisisce valore clinico pieno quando viene ripetuta nel tempo. Il confronto fra due sessioni fotografiche, a distanza di sei o dodici mesi, consente di osservare l’andamento delle lesioni con una precisione irraggiungibile attraverso la sola osservazione diretta. “Un neo stabile nel tempo ha un profilo di rischio basso. Un neo che cambia, anche di poco, merita attenzione immediata. Il software DermaGraphix rileva modificazioni che con la sola dermatoscopia manuale richiederebbero anni per essere notate”. È su questa capacità di confronto sequenziale che si fonda il vantaggio della diagnostica computerizzata rispetto ai metodi tradizionali: la macchina vede ciò che l’occhio, per quanto esperto, fatica a cogliere nella brevità di una visita ambulatoriale.
L’articolo pubblicato su Bella Magazine e il trinomio vincente
Il Dr. Di Stefano ha recentemente rilasciato un’intervista alla rivista Bella Magazine, dedicata alla lotta al melanoma attraverso l’intelligenza artificiale. Il dermatologo descrive il funzionamento dei macchinari di scansione total body e ribadisce il valore della collaborazione fra medico, paziente e tecnologia. “La macchina distingue un neo da un ematoma, da una macchia, da un graffio”, spiega. “Ma è il dermatologo che decide se procedere con il follow up o con l’asportazione. L’intelligenza artificiale potenzia l’analisi, la competenza clinica la interpreta”. L’articolo ha contribuito a sensibilizzare il pubblico della provincia di Monza e Brianza sull’importanza della mappatura dei nevi con strumentazione avanzata.
Lo studio è a Vedano al Lambro, nei pressi del Parco Reale di Monza
Lo studio DCderma SIS si trova a Vedano al Lambro, in Viale Rimembranze 10, a pochi minuti dal Parco Reale di Monza. Le visite si svolgono prevalentemente di venerdì e sabato pomeriggio, su appuntamento. Per chi desidera approfondire il servizio di mappatura dei nei a Monza, la pagina dedicata sul sito DcDerma.com contiene tutte le informazioni utili per prenotare una visita e conoscere le modalità operative dello studio.
“Chi ha molti nei dovrebbe fare una mappatura almeno una volta all’anno”, conclude il Dr. Di Stefano. “Chi ha familiarità per il melanoma o scottature importanti in giovane età, anche ogni sei mesi. La tecnologia oggi permette di individuare un melanoma quando è ancora curabile. Utilizzarla è una scelta di buon senso”.






